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giovedì 20 dicembre 2012

Sulla non autosufficenza
un passo avanti ma si può fare di più!

Durante la discussione della legge di stabilità tra i vari punti, è stato affrontato il tema della non autosufficenza, perchè presenta aspetti sia positivi che negativi.
Gli aspetti positivi riguardano ad esempio l'inserimento delle nuove malattie rare, l'eliminazione del tetto del 50% della retribuzione per i 3 giorni di permesso previsti al mese.
Per quanto riguarda il resto del provvedimento si può fare di più, attuando la soluzione logica ossia ripristinando la somma originaria di 200 milioni.
I tagli nel terzo settore si possono anche fare, ma vanno attuati laddove sono presenti gli sprechi,
perchè se si tagliano in modo indiscriminato i diritti fondamentali come la salute in modo particolare dei più deboli, il diritto al benessere va a farsi benedire!!!

giovedì 13 dicembre 2012

LA FINE DEL MONDO?
SI', MA PER I NOSTRI DIRITTI!

La fine del mondo non quella dei Maya che è una gran cavolata, sta arrivando e sta rischiando di intaccare i nostri diritti, soprattutto in un periodo di crisi che stia
a cominciare dall revoche indiscriminate delle pensioni di invalidità, alla riduzione delle agevolazioni fiscali previste dalla legge 104/92 ecc.
Quindi bisogna tenere alta la guardia e continuare a lottare affinché siano difesi, e aggiornati alle esigenze odierne e del futuro, un invito caloroso al prossimo governo perchè si affronti il problema trovando soluzioni adatte alle esigenze delle persone disabili, utilizzando semopre di più il metodo della concertazione con tutte le associazioni di categoria, perchè nonostante la crisi i diritti dei disabili e in generale delle persone più deboli vanno rafforzati e non smantellati.

mercoledì 12 dicembre 2012

TANTISSIMI AUGURI DI BUON NATALE!!!

La Spes vi augura un caloroso Buon Natale, affinché si celebri pace e prosperità in tutto il mondo, un'altra cosa importante e che sia cwlebrato in famiglia all'insegna della serenità.
Ancora un felice Buon Natale.

Redazione Spes Auser



giovedì 6 dicembre 2012

LADRI DI CARROZZELLE
IN
CONCERTO

Questa sera alle ore 21:00 presso il Teatro Comunale di si terrà il concerto della Band Rock composta da ragazzi con disabilità"Ladri di carrozzelle".
I Ladri di carrozzelle sono un gruppo musicale italiano formatosi a Roma nel 1989, quando il loro scopritore Paolo Falessi decise di dar vita a un gruppo musicale innovato ossia questo gruppo doveva composto prevalentementa da ragazzi disabili.
Da quell'anno in poi la band non si è più fermata reclutando nuovi musicisti e componendo nuovi brani.
Attraverso le loro canzoni si vuole lanciare un messaggio chiaro per dimostrare alla collettività che le barriere non esistono e questo loro lo sanno bene, e lo dimostrano quotidianamente, non solo attraverso le loro canzoni, organizzando incontri con i ragazzi delle scuole.

Chi vorrà partecipare all' evento auguriamo un
BUON CONCERTO A TUTTI!!!!

giovedì 29 novembre 2012

UNA SOLUZIONE RAPIDA
PER IL REPERIMENTO DI FONDI DA INVESTIRE NELLA SANITA'



Speriamo che in questi giorni si riesca a trovare una soluzione veloce e condivisa per quanto riguarda gli investimenti nella sanità, perchè il solo pensiero di avere un sistema sanitario di serie b fa accaponare la pelle,
Un esempio? la migrazione dei cittadini italiani all'estero, questa cosa è assurda quando in Italia c'è tanta buona sanità d'eccellenza che spesso è poco valorizzata.
Ecco qual'è la strada maestra che deve prendere il governo per evitare il danno, e ciò può avvenire solo tagliando veramente gli sprechi e attuando un piano di investimenti perchè no anche integrato attraverso l'unica cura possibile: lotta all'evasione e all'elusione fiscale, l'abolizione delle imposte superate nel tempo (guerra d'Abissinia, guerra del Vietnam, ecc.) Un altro reperimento importante può derivare dal finanziamento pubblico ai partiti, dato che ne è in discussione la sua abolizione: almeno che venga utilizzato per questo scopo!
La sanità è un diritto inalienabile di ogni persona è perciò va difeso con i denti!

giovedì 22 novembre 2012

UNA SPERANZA PER 
I
MALATI DI SLA


Dopo un periodo di sciopero della fame dovuto al taglio del fondo per la non autosufficienza, i malati di SLA (Sclerosi laterale amiotrofica), tornano ad avere una speranza infatti sembra avere sortito effetto, tanto che il governo dopo un'accordo con i famigliari dei malati ha deciso di stanziare 400 milioni di euro, per l'assistenza necessaria i soldi arriveranno a Dicembre, un sospiro di sollievo per le tante famiglie che purtroppo sono costrette a vivere con questo dramma.
A proposito speriamo che i futuri governi che verranno prestino una sempre maggiore attenzione a questi temi, e che si stanzino sempre più risorse affinchè la ricerca possa rendere questa malattia sempre più guaribile e perchè no in un futuro più estirpabile.

venerdì 16 novembre 2012

ARGOMENTO DEL GIORNO:
LA CACCIA AI FALSI INVALIDI
DAL VANGELO SECONDO IL GOVERNO


In questi giorni è in corso alla camera dei deputati la discussione della legge di stabilità, tra gli emendamenti in corso di discussione ce n'è uno che è stato approvato all'unanimità e che fa molto discutere.
Si tratta della caccia ai "falsi invalidi", e già perchè dopo le varie indagini della Guardia di Finanza, dove si è scoperta una serie di truffe ai danni dei veri disabili, il governo ha pensato bene di scrivere e approvare un emendamento dove c'è scritto espressamente: l'Inps dovrà effettuare in tre anni 450.000 controlli sull’invalidità civile.
Premesso che non si deve abbassare la guardia contro questi delinquenti e quindi questa battaglia va fatta fino in fondo,
quello che viene contestato è il metodo con cui vengono svolti questi controlli, ossia verranno sottoposte a visita le persone con una vera invalidità, con il rischio di vedersi revocata la pensione, ma viene contestata anche l'inutile spesa che dovrà sostenere l'apparato amministrativo dell'ente.
Basta pensare ai disagi che la famiglia del disabile deve sostenere per trasportare il proprio famigliare alla visita di controllo.
Quindi per evitare tutto questo ci auguriamo di tutto cuore che il tavolo d’incontro organizzato in questi giorni tra lo stesso Inps, Governo, e Parlamento, in modo tale da rivedere i criteri di accertamento di invalidità come per altro indicato dalla recente Relazione Ispettiva della Corte dei Conti, che ha evidenziato la necessità di semplificare e razionalizzare tali procedure»,
così facendo si rende ancora più incisiva la lotta a questi criminali, e dare giustizia sociale a chi disabile lo è davvero!


giovedì 25 ottobre 2012

Legge di Stabilità: finalmente anche una buona notizia

Dal sito: www.superando.it

È stato infatti stralciato, dalla Commissione Bilancio della Camera, che sta esaminando il Disegno di Legge di Stabilità, quel provvedimento che intendeva affidare all’INPS l’elaborazione della diagnosi funzionale, ai fini dell’assegnazione dei docenti di sostegno agli alunni con disabilità, norma che proprio da queste pagine era stata duramente contestata
«Con viva soddisfazione apprendiamo che la Commissione Bilancio della Camera, che in questi giorni sta esaminando il testo del Disegno di Legge di Stabilità, ha stralciato l’articolo contestato dalla FISH».
Finalmente – e di questi tempi è davvero “merce rara” – arriva anche una buona notizia, dopo che ieri stesso, sulla nostra testata, Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), aveva ampiamente
spiegato tutta l’illogicità e anche l’inutilità di quella norma del Disegno di Legge di Stabilità (articolo 3, comma 33), che intendeva «affidare all’INPS le funzioni di valutazione della diagnosi funzionale propedeutica all’assegnazione del docente di sostegno all’alunno disabile». A nome della Federazione, Nocera ne aveva quindi auspicato uno stralcio immediato, proponendo, in caso contrario, un emendamento di ben altro tono.
«Nella sostanza – si legge in un comunicato della FISH – con la convinzione indimostrabile che l’INPS sia più rigoroso nell’individuazione dei bisogni (e quindi dei diritti) delle persone con disabilità, si intendevano spostare le responsabilità di valutazione dalle ASL all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, che però non dispone di professionalità specifiche proprie nell’ambito della psicopedagogia e della neuropsichiatria. Ne sarebbe uscito un quadro assai complicato, sia in termini di organizzazione che di prospettive per la reale esigibilità del diritto all’inclusione. La finalità della norma proposta era basata su un’ipotesi di contenimento della spesa, peraltro assai improbabile al netto degli inevitabili contenziosi».
Oggi, dunque, la FISH incassa questo primo buon risultato, dopo essere intervenuta presso tutte le sedi opportune, per scongiurare l’approvazione del provvedimento. «Questa è sicuramente una buona notizia per l’inclusione scolastica – commenta Pietro Barbieri, presidente della Federazione – anche se l’impegno in questo ambito non si esaurisce certo solo contrastando le misure peggiorative: è una battaglia quotidiana per le garanzie al diritto costituzionale allo studio, fatta anche di proposte troppo spesso inascoltate».

giovedì 20 settembre 2012

Spending review: FISH incontra IdV

venerdì 14 settembre 2012

A Ventimiglia il passaggio di consegne nella Spes: il nuovo presidente è Matteo Lupi

Da Riviera24.it

Una bella mattinata ricca di spunti interessanti è stata vissuta giovedì 13 settembre nell’Auditorium del Liceo “Aprosio” di Ventimiglia in occasione del “passaggio” delle consegne dallo storico Presidente della Spes Luciano Codarri al più giovane Matteo Lupi ; in 30 minuti Codarri, più volte applaudito dai suoi “ragazzi”(e), ha ripercorso i 16 anni di esperienza a favore dei portatori di handicap con la spinta iniziale di 5-6 mamme che si erano posto l’obiettivo di “progettare” una nuova vita per i figli ; la struttura realizzata a Roverino con le attività nel Centro diurno e quella di Varase Casa-Famiglia (Dopo di noi) ; le offerte formative e ricreative, le possibilità di impegno operoso sia all’interno della struttura sia nell’orto e nella fattoria; le problematiche socio-sanitarie, i “tagli” nei finanziamenti , la necessità di controlli dell’INPS sui falsi invalidi , sono state raccolte dal nuovo Presidente Matteo Lupi apprezzato in Riviera per l’impegno
sulla Legalità, e la “sinergia” tra le Associazioni di Volontariato; alla Spes , è stato ribadito , operano 7 dipendenti e tanti volontari singoli e organizzati nella Cooperativa Sociale presieduta da Vito Caruso.

All’Assemblea sono Intervenuti con il nuovo Dirigente scolastico del Liceo prof. Beppe Monticone, la Commissaria Prefettizia
Luciana Lucianò, il Presidente nazionale dell’AUSER (Associazione per l’Autogestione dei Servizi e la Solidarietà) Michele Mangano , il coordinatore Auser di Ventimiglia Ciro Galasso, i rappresentanti dell’USL Dott.ri Gianluca Lisa e Giuseppe Trucchi, la responsabile dei servizi sociali di Ventimiglia dott.ssa Isabella Berrino il portacolori dell’ARCI (Ass.Ricreativa e Culturale) Felice De Lucis e tanti presenti che hanno voluto Esprimere al microfono la loro gioia e il ringraziamento per l’attenzione ricevuta . Complimenti unanimi per
Il servizio ristoro , preparato con cura, dallo “staff” di cucina SPES. Auguri e ad maiora

venerdì 7 settembre 2012

Giovedì 13 Settembre la SPES presenta il nuovo Direttivo in un’assemblea pubblica al Liceo Aprosio


Ventimiglia - "Sento il bisogno di ringraziare le famiglie per tutto quello che mi hanno dato in questi 16 anni. Assieme abbiamo imparato che è possibile sognare un futuro di cittadini per i nostri figli."
Giovedì 13 Settembre si svolge a Ventimiglia, nell’aula magna del Liceo “Aprosio” di Via Don Corti l’Assemblea Generale della Spes.
Dopo 16 anni di impegno di presidenza, Luciano Codarri passa il testimone a Matteo Lupi, attuale presidente del Centro di Servizi al Volontariato di Imperia: non è certamente quindi una giornata di ordinaria amministrazione quella che vivranno i tanti ragazzi, i volontari, le famiglie e gli illustri ospiti presenti, bensì un momento di importante riflessione sulle attività svolte, le tante sfide difficili portate a termine con successo, ma anche di programmazione per un futuro sempre più al servizio dei ragazzi disabili e delle loro famiglie.
Dichiara Luciano Codarri: “Giovedì 13 Settembre è una data importante per la Spes, in quanto siamo chiamati a eleggere dopo 16 anni, un nuovo Presidente nella persona del Dott. Matteo Lupi.
Sento il bisogno di ringraziare le famiglie per tutto quello che mi hanno dato in questi 16 anni. Assieme abbiamo imparato che è possibile sognare un futuro di cittadini per i nostri figli. E’ necessario che la nostra organizzazione riceva linfa ed idee nuove attraverso una nuova direzione”.
Programma:

Ore 9.30: Saluti delle autorità
Ore 10.00: Relazione di Luciano Codarri (Presidente uscente)
“Risultati raggiunti e obiettivi mancati della Spes”
Ore 10.30: Relazione di Matteo Lupi
(neo Presidente)
“Un programma per il prossimo triennio”
Ore 11.00: Pausa caffè
Ore 11.15: Gli attori protagonisti della Spes:
Ore 11.45: I servizi
Ore 12.30: Dibattito
Ore 13.00: Conclusioni di Michele Mangano
Segue Buffet a cura dei ragazzi del laboratorio di Orto e Cucina


giovedì 9 agosto 2012

Che ci fa la mafia in Liguria? a Ceriana lo spettacolo in collaborazione con Nando dalla Chiesa

Dal Sito: www.Riviera24.it
Ceriana - giovedì 9 agosto “Che ci fa la mafia in Liguria?” spettacolo teatrale di e con Fabrizio Matteini, introdotto dal gruppo di teatro della SPES Auser di Ventimglia, in scena alle 21 in Piazza Marconi a Ceriana
Lo spettacolo teatrale di Fabrizio Matteini giunge finalmente a Ponente, dopo gli straordinari successi riscossi nelle scuole e sui palchi di Genova e di tante Città liguri, giovedì 9 agosto “Che ci fa la mafia in Liguria?” andrà in scena in Piazza Marconi a Ceriana.
Fabrizio Matteini, attore genovese, accompagnato dal musicista Filippo Gambetta, farà il cantastorie raccontando al pubblico “Che ci fa la mafia a Genova e in Liguria”. In chiave ironica ma documentatissima (grazie alla collaborazione del Prof. Nando Dalla Chiesa, di giornalisti liguri e di atti processuali) e senza sconti per nessuno canterà e racconterà la storia dei clan nella regione che per decenni ha pensato di esserne immune. Fino all’ultima inchiesta, che ha svelato che il capo non era, secondo la solita solfa, “il mafioso in doppiopetto che ora va in jet, usa il computer e telefona in borsa” ma il più tradizionale verduraio. E ha coinvolto un numero di politici fotografati e intercettati che va oltre le dita di una mano….
Sarà Ceriana, grazie alla collaborazione dell’Associazione Spes Auser Onlus di Ventimiglia, a ospitare giovedì 9 agosto questo evento di grande prestigio.
La pièce di Matteini si inserisce nel più ampio quadro di eventi formativi dei laboratori della legalità che Arci, Libera e Cgil promuovono in questi giorni a Ventimiglia alla casa famiglia per disabili della Spes.
Si ringraziano il Consiglio Comunale dei Ragazzi di Ceriana, l’associazione “Pro Ceriana” e i volontari di Arci, Spi Cgil e Libera.  

mercoledì 1 agosto 2012

I laboratori della legalità organizzati da Arci, Cgil, Spi e Libera a Ventimiglia

Dal sito: www.Riviera24.it
Ventimiglia - Partecipano 7 giovani provenienti da varie parti d'Italia affiancati da volontari di Auser, Arci e dai ragazzi disabili della Spes. Presenti il consigliere regionale Manti e il commissario Prefettizio del Comune Luciana Lucianò
Il programma dell’iniziativa, rivolta a giovani di tutta Italia, si è arricchita quest’anno di una nuova opportunità: un campo presso i laboratori protetti della Spes Auser Onlus di Ventimiglia a Varase in Val Roya. Martedì 31 luglio l'iniziativa è stata presentata alla stampa ed alle istituzioni locali. Tra gli altri erano presenti il commissario Prefettizio del Comune di Ventimiglia Dott.ssa Luciana Lucianò e il presidente della commissione cultura della Regione Liguria, Giancarlo Manti.

In presenza di Federico Vesigna segretario regionale CGIL, Luciano Codarri presidente Spes, Feli Delucis Presidente Provinciale Arci e Matteo Lupi referente di Libera Liguria e responsabile area legalità democratica dell'Arci Regionale, si è svolta una presentazione pubblica delle attività formative e sociali del laboratorio partito lo scorso 27 luglio in presenza di 7 volontari provenienti da varie parti d'Italia.
Tutte le mattine, con l’eccezione della domenica e del mercoledì, dalle ore 7 alle ore 12.30, sono previste attività di volontariato nel laboratorio di orto e cucina della Spes presso le strutture e le serre della casa famiglia “Il sorriso” di Varase, nel pomeriggio formazione civica con esperti e testimoni.

In occasione del laboratorio intemelio è stata attivata anche l'intesa regionale tra Libera e Centro di Giustizia Minorile, testo al reinserimento sociale di minori con piccoli precedenti di natura penale. Le attività del primo modulo si chiuderanno sabato 4 agosto.
Per iscriversi al modulo previsto tra il 6 agosto e il 14 agosto, occorre invece scaricare la scheda di iscrizione dal sito www.arci.it, compilarla e inviarla via email a campidellalegalita@arci.it, indirizzo al quale è possibile richiedere anche informazioni.


Quest’anno i campi sono dedicati in particolare al politico siciliano Pio La Torre, ucciso dalla mafia 30 anni fa. Accoglieranno, alternati nei vari turni, oltre 700 volontari che contribuiranno al lavoro quotidiano dei soci della cooperativa siciliana ‘Lavoro e non solo’, del consorzio calabrese ‘Terre del Sole’, dell’associazione campana ‘Nero e Non Solo’ e della cooperativa ‘Libera terra di Puglia’. In occasione dei campi saranno promosse attività di animazione e sensibilizzazione del territorio, fondamentale per contrastare le mafie.

mercoledì 18 luglio 2012

Al via i Laboratori della legalità di Ventimiglia di Arci Libera e Cgil

Dal sito: www.Riviera24.it 

 Tornano anche quest’anno i campi della legalità democratica nelle terre confiscate alle mafie organizzati da Arci e Spi Cgil, in collaborazione con Libera
 
Il programma dell’iniziativa, rivolta a giovani di tutta Italia, si arricchisce quest’anno di nuove opportunità: 25 campi antimafia che si svolgeranno in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, ai quali si affiancheranno 10 laboratori di formazione sui temi della legalità democratica e della lotta alle mafie che quest’anno verranno promossi oltre che in Puglia, Sicilia e Toscana, anche in Lombardia e in Liguria, cioè in quelle località del Nord dove negli ultimi tempi è emerso con sempre maggiore evidenza il pericolo di infiltrazioni mafiose.
Anche la Liguria, in particolare, la città di Ventimiglia sarà a partire da venerdì 27 luglio, la sede delle attività estive “antimafia”  grazie all’ospitalità dell’Organizzazione di Volontariato Spes Auser Onlus e al sostegno del Centro di Servizio per il Volontariato CESPIM di Imperia che si occuperà della formazione generale.  L'obiettivo principale dei laboratori a VENTIMIGLIA, presso i terreni e gli orti della SPES, è quello di diffondere una cultura fondata sulla legalità e sul senso civico che possa efficacemente contrapporsi alla cultura della violenza e dell'oppressione. Il laboratorio prevede sessioni di studio e informazione sulle tematiche della convivenza civile, della lotta alle mafie, dei diritti, della costituzione, del lavoro e della pace. L'esperienza si pone quale momento di incontro con il territorio per uno scambio interculturale ed intergenerazionale, nell'ottica dell'Anno Europeo della solidarietà tra le generazioni.
I laboratori si svolgeranno dal 27 luglio al 14 agosto, articolati in 2 differenti moduli.  Per il primo, il programma formativo specifico si articolerà dal pomeriggio del 27 luglio alla sera del 5, il secondo quindi dal pomeriggio del 6 sino alla sera del 14 agosto.
Ogni giornata avrà come schema tipo: dalla mattina lavoro in orto in insieme agli operatori e ragazzi della SPES, dal pomeriggio, testimonianza, formazione, riflessione ed elaborazione comune; dalle ore 20,30 possibilità di trasferte in città o Provincia per partecipare a iniziative solidali, concerti feste (ancora da definire con gli enti partners).
Arci, Spi Cgil e Libera ringraziano i giovani che da tutta Italia stanno per intraprendere questa esperienza, così come Coop Liguria per il sostegno finanziario.
per informazioni tel. 0184.355800 spes_auser@libero.it oppure imperia@arci.it
sui campi e laboratori in Italia: www.libera.it www.arci.it

giovedì 12 luglio 2012

Con la Spes Auser di Ventimiglia un'estate a tutta festa

Dal sito: www.Riviera24.


Ventimiglia - Sei appuntamenti musicali e gastronomici per vivere pienamente la bella stagione, senza dimenticare la solidarietà per chi è più sfortunato.
Sarà un’estate a pieno ritmo quella che vivrà la Spes, associazione di parenti e amici di portatori di handicap. A fare da lungo filo conduttore saranno sei appuntamenti, a partire da sabato 14 luglio a martedì 11 settembre. In ognuna delle occasioni il programma prevede un concerto con musica dal vivo e una cena dal sapore tipicamente estivo.

SI comincia sabato prossimo, 14 luglio, con una serata a Varase che, a partire dalle 20, prevede una cena con grigliata a base di pesce e carne e il concerto del gruppo “Insert Coin”.
Gli Insert Coin sono una band formatasi nel 2006 e composta da Giorgia Piva (voce), Massimo Florio (chitarra e cori), Rocco Coppola (chitarra e cori), Riccardo Malan (chitarra), Orlando Iovierio (basso e cori), Graziano Piccolo (batteria). La band propone un repertorio di omaggio alla band americana Creedence Clearwater and Revival & John Fogherty.
Il ricavato della serata,così come quello raccolto il 24 giugno in occasione di SpescaTorri, il tradizionale raduno di pesca della Spes, sarà devoluto per la ricostruzione di un centro disabili dell’Emilia Romagna distrutto dal terremoto.
Il programma proseguirà il 28 luglio, sempre a Varase, con una cena con grigliata e il concerto dei Santanassi.
I Santanassi sono nati circa due anni fa dall’incontro di Roberto Masuello e Gianni Raspaldo, accomunati dalla stessa passione per la musica di carlos Santana. Dopo diverse variazioni di formazione e la decisione di rivisitare i pezzi del celebre musicista sulla base delle personalità e delle esperienze dei componenti,il gruppo oggi è formato da Chiara Palmero (voce e percussioni), Mattia Frezza (chitarra e voce), Enrico Guglieri (tastiere e voce), Roberto Curti (basso), Roberto Masuello (percussioni e voce), Alessandro Raspaldo (batteria), Gianni Raspaldo (percussioni).

Ancora a Varase, il 4 agosto, oltre alla cena con grigliata, si esibiranno i Bayleen The Goummah, band formata da Chiara Palmero (voce), Mattia Frezza (chitarra e voce), Alessandro Castagnino (chitarra e voce), Alessandro Raspaldo (batteria), Zeno Uras (basso). Il gruppo è nato da un’idea di Mattia Frezza ed Alessandro Raspaldo; i loro brani sono tratti dall’area pop e, grazie alla meticolosa preparazione degli elementi che lo compongono, i Bayleen The Goummah vantano un buon successo di pubblico.
Il quarto appuntamento a Varase è in calendario per l’11 agosto e, dopo la cena con grigliata, vedrà sul palco la Spes Band, complesso musicale che comprende alcuni operatori e un gruppo di ragazzi diversamente abili.
Ancora la Spes Band sarà protagonista il 25 agosto al Centro Sociale di Roverino, dove è prevista una cena con piatti tipici, in giardino a lume di candela, e l’11 settembre alle 12 al Palafesta di Pigna, dove è previsto un pranzo con piatti tipici.

venerdì 22 giugno 2012

Tutti a pescare con i ragazzi della SPES

Dal sito: www.Riviera24.it

Ventimiglia - Torna domenica il tradizionale appuntamento di Spescatorri, mattinata di pesca nella frazione di Torri, pranzo e concerto della Spes Band a Calvo
 
La Spes, in collaborazione con il Comitato di quartiere di Torri,la popolazione di Calvo,  l’Assessorato Caccia e Pesca della Provincia di Imperia, la Federazione Italiana Pesca Sportiva  Attività Subacquee e l’Associazione Sportiva Pesca Val Roya, organizza per domenica 24 giugno la quinta edizione di “Spesca-Torri”, giornata di pesca, divertimento e solidaroetà con i ragazzi diversamente abili della Spes Auser Onlus di Ventimiglia.
Come tradizione, nella mattinata i ragazzi, con la collaborazione di pescatori dilettanti, praticheranno la pesca sportiva alla trota nella frazione di Torri, lungo il torrente Bevera, la cui pescosità è stata incrementata con l’immissione di trote. 
Alle 12,30 tutto il gruppone dei partecipanti si sposterà a Calco dove è stato organizzato un pranzo all’aperto, nel campetto sotto il ponte, il cui ricavato sarà interamente devoluto ad un Centro per disabili dell’Emilia Romagna recentemente lesionato dal terremoto. Il pranzo, dal costo pro capite di 10 euro,è stato organizzato congiuntamente dalla Spes e dalla popolazione di Calvo e prevede insalata di riso e pasta fredda, grigliata di salsiccia e condiglione, dolce, bevande e caffè.
Seguirà, attorno alle 14,30, l’esibizione della Spes Band, complesso musicale composto da ragazzi diversamente abili ed operatori della Spes. La giornata sarà anche l’occasione per incrementare l’integrazione con la popolazione della vallata e parlare dei rispettivi problemi e aspirazioni.

mercoledì 20 giugno 2012

Solidarietà di Libera Liguria al Commissario Giovanni Bruno per le intimidazioni ricevute


Dal sito: www.riviera 24.it


- "Auspichiamo che, anche alla luce di quest'ultimo episodio di intimidazione mafiosa, le indagini possano imprimere quella svolta necessaria per assicurare alla giustizia i responsabili delle organizzazioni malavitose"
 
Matteo Lupi
Libera Liguria si unisce ai messaggi di solidarietà che partiti, movimenti ed associazioni hanno esteso al Dott. Giovanni Bruno, membro della Commissione Prefettizia del Comune di Ventimiglia a seguito delle gravissime intimidazioni a lui indirizzate: al Dott. Bruno, ai commissari Lucianò e Garufi,   intendiamo a nome della rete territoriale di LIB ERA, esprimere piena solidarietà  e vivo apprezzamento per la competenza professionale, l' impegno e il senso del dovere con cui stanno affrontando la complessa  situazione amministrativa del comune di Ventimiglia sciolto per infiltrazioni mafiose nello scorso mese di Febbraio.
Ci associamo all'intervento di Giuseppe Famà,  Presidente dell'Associazione XXV Aprile-Arci di Ventimiglia che nel comunicato odierno dichiarava: “Quello di inviare tre proiettili  al commissario prefettizio Giovanni Bruno è   un atto di criminale violenza e di  prevaricazione  non solo verso la sua persona, ma anche contro il suo ruolo istituzionale e contro tutti coloro che hanno creduto e continuano a credere  che  sia possibile un'altra Ventimiglia totalmente avulsa da condizionamenti mafiosi e da intrecci e collusioni tra criminalità organizzata, affari e politica; un atto di violenza che intacca e ferisce ulteriormente la coscienza democratica della città e di tutti coloro che credono nei valori e nei principi  della democrazia, della convivenza civile e nella trasparenza e nell'onestà delle istituzioni e delle amministrazioni pubbliche; un ulteriore atto di violenza che non può non scuotere ancora una volta  la coscienza morale, civile e politica e  stimolare  ulteriormente la volontà di lotta dei cittadini onesti, delle associazioni culturali, delle forze politiche e sociali democratiche, e a reagire  con la profonda consapevolezza che l'altissima posta in gioco è la democrazia”.  Auspichiamo dunque che, anche alla luce di quest'ultimo episodio di intimidazione mafiosa, le indagini della magistratura e delle forze di polizia possano imprimere quella svolta necessaria per assicurare alla giustizia i responsabili delle organizzazioni malavitose e della criminalità in Provincia. Libera sarà a fianco della gente perbene che in Provincia di Imperia è quotidianmente impegnata nel cambiamento, così come imprimerà un'azione sempre più incisiva nella promozione di eventi, laboratori ed inizazitive volte alla promozione della cultura della legalità contesto necessario perché un vero cambiamento possa realizzarsi nel territorio e nella pratica della Democrazia!

mercoledì 23 maggio 2012

Il secondo evento sportivo mondiale dopo le Olimpiadi

Dal sito:www.superando.it

Sono sorprendentemente proprio le Paralimpiadi, davanti addirittura a manifestazioni come i Mondiali di Calcio, Atletica Leggera o Nuoto, che dal 29 agosto a Londra vedranno in lizza 165 Paesi, 4.200 atleti, il tutto con una copertura televisiva sempre più ampia. Eppure parlare di sport per persone con disabilità è ancora difficile: sarà la volta buona per un vero "stacco" culturale?

Ci sono momenti simbolici che servono a ricordare. Il fatto che manchino cento giorni all'apertura dei Giochi Paralimpici di Londra (il 29 agosto) significa poco o nulla, ma chi conosce lo sport sa che è importante. Permette di fermarsi a pensare. E sulla Paralimpiade serve farlo. Finalmente ce ne si accorgerà di più? Viene da chiederselo, visto che ora le premesse ci sono tutte: record di Paesi (165, 19 in più di Pechino 2008), atleti (4.200 contro i 3.951 presenti in Cina), copertura televisiva (audience potenziale di 4 miliardi di persone, due reti in Italia - RAI e Sky - a trasmetterlo integralmente). Numeri belli. Eppure parlare di sport per persone con disabilità è ancora difficile.

Nel tempo la considerazione verso lo sport paralimpico è cambiata. Ma non sono molti quelli che sanno che il secondo evento sportivo mondiale dopo l'Olimpiade non è il Mondiale di Calcio o di Atletica o di Nuoto o il Superbowl. È la Paralimpiade. Un pugno in faccia ai luoghi comuni.
C'è chi è senza gambe e corre (qualcuno pensa che
Oscar Pistorius non sia un grande atleta?), chi riesce a muovere appena la testa e indirizza una boccia a un centimetro dal boccino (chi non ha mai visto una gara di boccia, si sintonizzi per Londra: il più bello sport paralimpico!), chi pedala con le braccia (chiedere ad Alex Zanardi se mette meno passione nell'handbike di quella che aveva in Formula Uno), chi gestisce un cavallo con la bocca (le prove di dressage mostrano quanto il feeling con l'animale non sia un fatto di dominazione manuale), chi gioca nel silenzio assoluto di migliaia di persone (il goalball è sport nato per persone cieche e in gara non vi dev'essere rumore per sentire la palla sonorizzata). Atleti straordinari. Sport emozionanti. Che non molti conoscono.

La Paralimpiade cambia la cultura e società. Dice Tessa Jowell, ministro britannico per Olimpiade e Paralimpiade: «Vogliamo che ai Giochi Olimpici e Paralimpici si presenti una Gran Bretagna senza barriere». Il luogo che le ospita si fa accogliente: migliaia di persone con disabilità nello stesso luogo e nello stesso momento: è l'eredità paralimpica. Una Paralimpiade spinge a modifiche strutturali della società: diventa indispensabile migliorare le città. E questo serve ad anziani, famiglie e mamme con bambini. Porta persone con disabilità a fare sport. Questo fa risparmiare, per chi ha in mente solo calcoli economici.
Dice Luca Pancalli, presidente del
CIP (Comitato Paralimpico Italiano): «Tutti coloro che praticano attività motoria con assiduità, senza stare a pensare a medaglie, sono persone con disabilità che si rivolgono meno al Servizio Sanitario Nazionale».

Chissà se sarà la volta buona. E se si penserà a tutto questo. A Roma si comincia già a farlo, celebrando il "-100" all'Ambasciata britannica. Ne parleranno anche Pancalli e il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero. Ad ascoltarli ci sarà
Beatrice "Bebe" Vio: l'ambasciatore Prentice l'ha voluta infatti quale ospite d'onore della giornata. "Bebe" ha appena vinto la sua prima medaglia, un argento, in una prova di Coppa del Mondo di scherma in carrozzina. Lei, unica senza braccia e gambe [su "Bebe" Vio si legga nel nostro sito un ampio servizio cliccando qui, N.d.R.].
Ecco cosa vuol dire passare dalla cultura della riabilitazione alla cultura dell'abilità. Dice Oscar Pistorius: «Non sei disabile per le disabilità che hai, sei abile per le abilità che hai».

*Il presente articolo è apparso (con il titolo 100 giorni alla Paralimpiade: un pugno in faccia ai luoghi comuni) anche in
InVisibili, blog del «Corriere della Sera». Viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al contesto, per gentile concessione di tale testata.
Ultimo aggiornamento (lunedì 21 maggio 2012 12:16)


Verso gli Esami di Stato 2012

Dal sito: www.superando.it

Nella recente Ordinanza annuale del Ministero dell'Istruzione sugli Esami di Stato conclusivi degli studi superiori (n. 41/12), le uniche importanti novità riguardano un articolo in più - tutto dedicato agli alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA) - e l'invio delle prove d'esame in forma telematica. Riteniamo in ogni caso possa costituire un utile promemoria per i Lettori, riportare integralmente gli articoli di tale Ordinanza che si occupano di alunni con disabilità e con DSA
Non vi sono novità particolarmente rilevanti, per gli alunni con disabilità, nell'annuale Ordinanza sugli Esami di Stato - conclusivi degli studi superiori - prodotta l'11 maggio scorso dal Ministero dell'Istruzione (Ordinanza n. 41/12).
Le uniche importanti novità, infatti, riguardano l'articolo 17 bis sugli esami degli alunni con DSA (disturbi specifici di apprendimento) e l'invio delle prove d'esame in forma telematica (articolo 17, comma 2).
Ricordato quindi che all'articolo 21 (Pubblicazione dei risultati), si fa riferimento alla salvaguardia della privacy per gli alunni con disabilità e con DSA (comma 3), riteniamo possa essere un utile promemoria per i Lettori riportare integralmente qui di seguito gli articoli 17 (Esami dei candidati in situazione di handicap) e 17 bis (Esame dei candidati in situazione di DSA) della citata Ordinanza 41/12.
(Salvatore Nocera)

Ordinanza Ministeriale 41/12Articolo 17 - Esami dei candidati in situazione di handicap
1. Ai sensi dell'art. 6 del Regolamento, la commissione d'esame, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, relativa alle attività svolte, alle valutazioni effettuate e all'assistenza prevista per l'autonomia e la comunicazione, predispone prove equipollenti a quelle assegnate agli altri candidati e che possono consistere nell'utilizzo di mezzi tecnici o modi diversi, ovvero nello sviluppo di contenuti culturali e professionali differenti. In ogni caso le prove equipollenti devono consentire di verificare che il candidato abbia raggiunto una preparazione culturale e professionale idonea per il rilascio del diploma attestante il superamento dell'esame. Per la predisposizione delle prove d'esame, la commissione d'esame può avvalersi di personale esperto; per il loro svolgimento la stessa si avvale, se necessario, dei medesimi operatori che hanno seguito l'alunno durante l'anno scolastico.

2. I testi della prima e della seconda prova scritta sono trasmessi dal Ministero anche tradotti in linguaggio braille, ove vi siano candidati non vedenti. Per i candidati che non conoscono il linguaggio braille la Commissione può provvedere alla trascrizione del testo ministeriale su supporto informatico, mediante scanner fornito dalla scuola, autorizzando anche la utilizzazione di altri ausili idonei, abitualmente in uso nel corso dell’attività scolastica ordinaria.
Per i candidati ipovedenti i testi della prima e della seconda prova scritta sono trasmessi in formato ingrandito, su richiesta dell’istituto scolastico interessato, che in ogni caso comunica alla Struttura tecnica operativa del Ministero la percentuale di ingrandimento.

3. I tempi più lunghi nell'effettuazione delle prove scritte e grafiche e del colloquio, previsti dal comma 3 dell'articolo 16 della legge
n. 104 del 3/2/1992, non possono di norma comportare un maggior numero di giorni rispetto a quello stabilito dal calendario degli esami. In casi eccezionali, la commissione, tenuto conto della gravità dell'handicap, della relazione del consiglio di classe, delle modalità di svolgimento delle prove durante l'anno scolastico, può deliberare lo svolgimento di prove scritte equipollenti in un numero maggiore di giorni.

4. I candidati che hanno seguito un percorso didattico differenziato e sono stati valutati dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto finalizzate solo al rilascio dell'attestazione di cui all'art. 13 del D.P.R. n.
323/1998. I testi delle prove scritte sono elaborati dalle commissioni, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe. Per detti candidati, il riferimento all'effettuazione delle prove differenziate va indicato solo nella attestazione e non nei tabelloni affissi all'albo dell'istituto.

5. Agli alunni, ammessi dal Consiglio di classe a svolgere nell'ultimo anno un percorso di studio conforme ai programmi ministeriali e a sostenere l'esame di Stato, a seguito di valutazione positiva in sede di scrutinio finale, è attribuito per il terzultimo e penultimo anno un credito scolastico sulla base della votazione riferita al P.E.I. differenziato. Relativamente allo scrutinio finale dell'ultimo anno di corso si applicano le disposizioni di cui al precedente art. 2.
Ordinanza Ministeriale 41/12Art.17 bis - Esame dei candidati in situazione di DSA
1. La Commissione d'esame - sulla base di quanto previsto dall'articolo 10 del D.P.R. 22/6/2009,
n. 122 e dal relativo DM n. 5669 12 luglio 2011 di attuazione della Legge 8 ottobre 2010, n. 170, recante Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico - nonché dalle Linee Guida allegate al citato DM n. 5669/2011, - considerati eventuali elementi forniti dal Consiglio di classe, terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, relative ai candidati affetti da disturbi specifici di apprendimento (DSA), in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell'ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. A tal fine il Consiglio di classe inserisce nel documento del 15 maggio di cui al DPR n.323/1998 il Piano Didattico Personalizzato o altra documentazione predisposta ai sensi dell'art.5 del DM n. 5669 del 12 luglio 2011.
Sulla base di tale documentazione e di tutti gli elementi forniti dal Consiglio di classe, le Commissioni predispongono adeguate modalità di svolgimento delle prove scritte e orali. Nello svolgimento delle prove scritte, i candidati possono utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal Piano Didattico Personalizzato o da altra documentazione redatta ai sensi dell'art.5 del D.M. 12 luglio 2011. Sarà possibile prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali candidati lo svolgimento dell'esame sia al momento delle prove scritte, sia in fase di colloquio. I candidati possono usufruire di dispositivi per l'ascolto dei testi della prova registrati in formati "mp3". Per la piena comprensione del testo delle prove scritte, la Commissione può prevedere, in conformità con quanto indicato dal capitolo 4.3.1 delle Linee guida citate, di individuare un proprio componente che possa leggere i testi delle prove scritte.
Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la Commissione può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico. In particolare, si segnala l'opportunità di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte, di curare con particolare attenzione la predisposizione della terza prova scritta, con particolare riferimento all'accertamento delle competenze nella lingua straniera, di adottare criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma. Al candidato potrà essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici nel caso in cui siano stati impiegati per le verifiche in corso d'anno o comunque siano ritenuti giovevoli nello svolgimento dell'esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove.

2. I candidati con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, ai sensi dell'art.6, comma 6, del DM n. 5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico differenziato, con esonero dall'insegnamento della/e lingua/e straniera/e, e che sono stati valutati dal consiglio di classe con l'attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto finalizzate solo al rilascio dell'attestazione di cui all'art. 13 del D.P.R. n. 323/1998. Per detti candidati, il riferimento all'effettuazione delle prove differenziate va indicato solo nella attestazione e non nei tabelloni affissi all'albo dell'istituto.

3. Per quanto riguarda i candidati con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, ai sensi dell'art.6, comma 5, del DM n.5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte ordinarie di lingua/e straniera/e, la Commissione, nel caso in cui la lingua straniera sia oggetto di seconda prova scritta, dovrà sottoporre i candidati medesimi a prova orale sostitutiva della prova scritta. La Commissione, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, stabilisce modalità e contenuti della prova orale, che avrà luogo nel giorno destinato allo svolgimento della seconda prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio complessivo delle prove scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nell'art. 15, comma 8. Il punteggio, in quindicesimi, viene attribuito dall'intera commissione a maggioranza, compreso il presidente, secondo i criteri di conduzione e valutazione previamente stabiliti in apposita o apposite riunioni e con l'osservanza della procedura di cui all'art. 15, comma 7.
Qualora la lingua o le lingue straniere siano coinvolte nella terza prova scritta, gli accertamenti relativi alla lingua o alle lingue straniere sono effettuati dalla commissione per mezzo di prova orale sostitutiva nel giorno destinato allo svolgimento della terza prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio complessivo delle prove scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nell'art. 15, comma 8. I risultati della prova orale relativa alla lingua o alle lingue straniere coinvolte nella terza prova scritta sono utilizzati per la definizione del punteggio da attribuire alla terza prova scritta.

La presente nota è curata da Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale della
FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e responsabile del Settore Legale dell'Osservatorio Scolastico dell'AIPD (Associazione Italiana Persone Down).

Fiorisce il prato dei diritti umani, al di là del «muro medico»

www.superando.it

Una recente Sentenza emessa dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, contro il Governo bulgaro, rappresenta una vittoria nella continua battaglia dei difensori dei diritti umani e del movimento europeo delle persone con disabilità e dei loro familiari, perché abbia fine la disumana pratica di istituzionalizzazione delle persone con disabilità ovunque in Europa. In particolare, il caso in esame fa da precedente per le migliaia di situazioni simili che vengono tuttora affrontate dalle persone con disabilità e dai loro familiari. Vediamo perché
I diritti umani delle persone con disabilità devono essere universalmente riconosciuti e protetti in nome dell'autodeterminazione, della dignità e del libero esercizio delle capacità di ogni singola persona.
Assistendo a quotidiane violazioni di questo assunto fondamentale sul territorio europeo, la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (d'ora in poi semplicemente la Corte) interviene per confermare e garantire il rispetto di quei diritti nelle pratiche degli Stati ad essa aderenti.
Per quanto riguarda in particolare le persone con disabilità intellettiva, esse continuano ad essere sottoposte a trattamenti degradanti e non pochi sono i Paesi europei che ancora mantengono percorsi di istituzionalizzazione, con conseguente e progressivo isolamento e annientamento della persona umana, piuttosto che intraprendere la strada maestra dell'inclusione nel segno del rispetto del paradigma sociale della disabilità.
Una recente pronuncia in tal senso riguarda il caso di un Cittadino bulgaro, il signor M.K. Stanev, che nel 2006 adì la Corte di Strasburgo in merito a una presunta violazione degli articoli 3, 5, 6, 8 e 13 della
Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti Umani e delle Libertà Fondamentali** (d'ora in poi semplicemente la Convenzione), bussola giuridica che ne guida le sentenze e ne disciplina il ricorso.
Il casoNel caso in esame (la Sentenza relativa è disponibile nel sito della Corte - in inglese o in francese, cliccando qui), il reclamante denuncia il proprio confinamento in una struttura pubblica di assistenza sociale (Social Care Home, nostra libera traduzione) per persone con disabilità mentale e l'impossibilità di ottenere il permesso a lasciare tale struttura (articolo 5, commi 1, 4 e 5 della Convenzione).
Oggetto di questa prima istanza di Stanev sono dunque il diritto alla libertà, il diritto a procedere contro provvedimenti di detenzione e il diritto alla compensazione del danno subìto. Inoltre, vengono imputati al Governo bulgaro l'inosservanza degli articoli 3 e 6 della Convenzione, rispettivamente sul divieto di tortura e sul diritto a un giusto processo. Nel merito, il reclamante richiama le pessime condizioni di vita vigenti nella struttura e la negazione del diritto all'appello nei confronti della decisione di confinamento nella menzionata struttura. Infine, si accusa anche la violazione dell'articolo 8 sul rispetto della vita privata e familiare.
Gli articoli vengono considerati separatamente e in congiunzione con l'articolo 13 della Convenzione (diritto al risarcimento del danno subito).
Il procedimentoVediamo ora nel dettaglio i fatti salienti di questo procedimento. Stanev è un cittadino bulgaro cinquantenne diagnosticato con schizofrenia dal 1975, persona con disabilità certificata al 90%, ma senza necessità di assistenza. Su richiesta dei parenti, viene successivamente giudicato parzialmente incapace nel 2001 e di conseguenza - persa la capacità giuridica - affidato a un tutore nominato dal Consiglio Municipale di Ruse (Bulgaria), sua città natale, in assenza di disponibilità di parenti.
Nel 2002, su richiesta del tutore, Stanev viene affidato al Centro di Assistenza Sociale per Adulti con Disordini Mentali "Pastra" (Adults with Mental Disorders, nostra libera traduzione), senza esserne informato preliminarmente e senza aver manifestato consenso al riguardo.
La permanenza in tale Centro è caratterizzata da pessime condizioni igienico-sanitarie, spazi angusti nella condivisione degli alloggi, scadente qualità del cibo, somministrazione di farmaci antipsicotici e limitazione della libertà di movimento.
Secondo le regole del "Pastra ", Stanev viene annualmente sottoposto a valutazione delle capacità sociali in vista di un suo possibile reinserimento nella società. Da un rapporto dello psichiatra istituzionale, egli viene dichiarato «inabile a reintegrarsi», poiché «solitario, non comunicativo, restio ad accettare i farmaci prescrittigli e privo di relazioni familiari all'esterno della struttura».
Esito opposto, invece, ha invece una perizia ordinata dall'avvocato del reclamante, redatta da uno psichiatra e da uno psicologo, per la quale egli è idoneo a essere reintegrato nella società, confutando da un lato la prima perizia e aggiungendo che la permanenza in tale struttura avrebbe accresciuto i rischi di acquisizione di «sindrome da istituzionalizzazione».
La sola tendenza psichicamente pericolosa di Stanev è quella all'abuso di alcool, comportamento che si manifesta con tratti peculiari simili alla schizofrenia. Tale conclusione smonta la teoria delle perizie psichiatriche istituzionali, evidenziando una certa superficialità nella gestione del caso in esame da parte delle autorità bulgare.
Infine, le circostanze fattuali esposte nella Sentenza riportano anche un rifiuto - in seguito a domanda presentata dal legale di Stanev - a concedere la cessazione del regime di tutorato e il conseguente ripristino della capacità giuridica.
Un giudizio sui fattiAncor prima di parlare della decisione della Corte e delle relative motivazioni, appare palese l'unilateralità delle decisioni riguardanti Stanev, che ne hanno pregiudicato un'effettiva fruizione dei diritti soggettivi a lui riconosciuti dalla Convenzione, nonché dalla legislazione internazionale e comparata, una volta esaurite le vie di ricorso domestiche.
In particolare, la condotta delle autorità bulgare disattende gli articoli 12 (Uguale riconiscimento dinanzi alla legge) e 14 (Libertà e sicurezza della persona) della
Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, firmata dalla Bulgaria nel 2007 e ratificata il 22 marzo scorso, solo successivamente alla Sentenza di cui si parla; e poi la Raccomandazione R(99)4 del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa sui princìpi governanti la protezione legale di "adulti incapaci" (Incapable Adults, nostra libera traduzione); e ancora, il Rapporto sulla visita in Bulgaria del Comitato ONU sulla Prevenzione della Tortura.
La SentenzaIn seguito a un'analisi delle memorie scritte del reclamante e del Governo bulgaro, oltre che dei commenti dell'Organizzazione Non Governativa Interights, ammessa a intervenire nella procedura scritta, e dell'udienza del 9 febbraio 2011, la Corte di Strasburgo - in seduta di Camera Grande - ha deciso per la violazione, da parte del Governo bulgaro, di tutti gli articoli della Convenzione richiamati da Stanev in sede di denuncia.
Tale Sentenza rappresenta pertanto una vittoria nella continua battaglia dei difensori dei diritti umani e del movimento europeo delle persone con disabilità e dei loro familiari, perché abbia fine la disumana pratica di istituzionalizzazione delle persone con disabilità ovunque in Europa. In particolare, il caso in esame fa da precedente per le migliaia di situazioni simili che vengono tuttora affrontate dalle persone con disabilità e dai loro familiari.
Anche in presenza di una limitazione della capacità giuridica, l'opinione, il consenso libero e informato e la volontà del diretto interessato devono trovare massima tutela ed essere rispettati e ascoltati in ogni decisione che lo riguarda. Infatti, come richiamato dalle motivazioni della Corte, la mancanza di consenso a una misura detentiva costituisce di per sé una violazione del diritto alla libertà.
Cade dunque un'altra pietra nel vetusto muro del "modello medico". Gli squarci sono sempre più visibili e importanti e al di là fiorisce rigoglioso il prato dei diritti umani, della partecipazione e dell'inclusione.
Il protagonismo della classe medica, la ricerca della guarigione, il problema nelle persone e non nella società rimangono bastioni ancora difficili da conquistare, ma essi sono inevitabilmente destinati a lasciare il campo al modello sociale della disabilità, anche in virtù di una necessaria coesione sociale, oltre che economica, di questa nostra Europa in crisi.

*Membro del Comitato Giovani dell'
EDF (European Disability Forum). Il presente testo è già apparso nel n. 15/12 della rivista «HandyLexPress», con il titolo La Corte europea contro la segregazione. Viene qui ripreso - con alcuni lievi riadattamenti al contesto - per gentile concessione.
**Firmata a Roma il 4 novembre 1950, la Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti Umani e delle Libertà Fondamentali venne ratificata dall'Italia con la Legge n. 848 del 4 agosto 1955.

lunedì 21 maggio 2012

Spes Auser di Ventimiglia al vertice nella speciale classifica delle donazioni con il 5 per mille

Dal sito: www.riviera24.it




- Buoni i risultati ottenuti dall’Ospedale di Carità di Arma di Taggia (10110 euro), l’associazione Progetto Famiglia di Sanremo (9113 euro) e la Croce d’Oro di Cervo (207 donazioni)
La Spes Auser di Ventimiglia è al vertice nella speciale classifica delle donazioni dei cittadini con il 5 per mille. Con i suoi 53512 euro, pari a 2682 scelte di donazione, la Spes Auser precede l’Assefa Italia di Sanremo che ha raccolto 37372 euro. Buoni i risultati ottenuti dall’Ospedale di Carità di Arma di Taggia (10110 euro), l’associazione Progetto Famiglia di Sanremo (9113 euro) e la Croce d’Oro di Cervo (207 donazioni). A Imperia si segnala la Croce Bianca che ha incassato 13290 euro, a Sanremo l’associazione Angeli di Pace con 1903 euro.

giovedì 17 maggio 2012

Finalmente fa un passo avanti quella Proposta di Legge sul «Dopo di noi»

Dal sito: www.superando.it

Primo via libera, infatti, da parte della Commissione Affari Sociali della Camera, per la Proposta di Legge - ferma da anni - denominata "Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare". «Si tratta - commenta la deputata Livia Turco, prima firmataria della Proposta, che auspica ora un rapido iter definitivo - di un voto molto importante e atteso da tanti genitori preoccupati non solo per il presente, ma anche per il futuro dei loro figli, quando non ci sarà più nessuno che potrà prendersi cura di loro». Si è stabilito anche che il contributo dello Stato sarà in prima battuta di 150 milioni di euro, presi dai giochi d'azzardo

Proprio recentemente ci eravamo occupati della Proposta di Legge C-2024 (Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare), volta ad ottenere un fondo pubblico di sostegno per le persone non autosufficienti, ma ferma ormai da anni alla Camera (se ne legga cliccando qui).
Dopo oltre un anno, tuttavia - esattamente nel mese di aprile scorso - l'esame e la discussione erano ripresi presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera ed è ora notizia di questi giorni che la Commissione stessa ha dato il primo via libera a quel testo, noto semplicemente come "Proposta di Legge sul Dopo di Noi".
Infatti, Maria Cecilia Guerra, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, si è rimessa alla Commissione su tutti gli emendamenti via via presentati e ora il testo unificato approvato passerà all'esame delle Commissioni competenti.

Soddisfazione è stata espressa dalla deputata Livia Turco, prima firmataria della proposta. «Si tratta - ha commentato - di un voto molto importante e atteso da tanti genitori preoccupati non solo per il presente, ma anche per il futuro dei loro figli, quando non ci sarà più nessuno che potrà prendersi cura di loro. Sono state create case di accoglienza per queste persone, fino ad oggi sostenute solo dal volontariato: la legge che ora ha ricevuto un primo via libera stabilisce che ci sarà anche il contributo dello Stato, intanto con 150 milioni di euro presi dai giochi d'azzardo».
«A questo punto - conclude Turco - mi auguro che l'iter definitivo sia rapido, per dimostrare che questa legge renderà possibile dare risposte al dramma sociale di tutte quelle persone che si domandano: "Quando saremo morti che ne sarà dei nostri figli disabili?"

mercoledì 16 maggio 2012

Il diritto allo studio oltre la crisi

«L'insieme della scuola italiana - scrive Giovanni Merlo, che modererà e introdurrà il convegno organizzato per il 25 maggio dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), in occasione dell'evento "ReaTech Italia", alla Fiera di Milano Rho - sembra aver dimenticato che la sua prima, e forse unica eccellenza mondiale, è proprio quella connessa al processo di integrazione e inclusione degli studenti con disabilità nella scuola di tutti». «Non basta - aggiunge Giancarlo Onger, uno dei relatori dell'incontro - la scuola che lavora bene. C'è bisogno che il contesto, famiglie - associazioni - sanità - istruzione - sociale ecc., lavori nell'ottica dell'inclusione, che significa dare risposte a tutte le persone in quanto tali e non perché appartengono a categorie speciali»
Bimba in carrozzina insieme a compagne di scuolaSarà dedicato alla scuola il convegno organizzato per venerdì 25 maggio dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), nell'ambito di ReaTech Italia - Accessibilità Inclusione Autonomia, l'evento dedicato al mondo della disabilità, in programma dal 24 al 27 maggio alla Fiera di Milano-Rho.Scuola e inclusione: a che punto siamo? Il diritto allo studio di tutti i bambini e ragazzi con disabilità, oltre la crisi: questo il titolo dell'appuntamento (Sala Girasole, Padiglione 4, ore 14.30-17.30), che sarà introdotto e moderato da Giovanni Merlo, direttore della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), con gli interventi di Salvatore Nocera, vicepresidente della FISH, Antonio Cotura, presidente della FIADDA (Famiglie Italiane Associate per la Difesa dei Diritti degli Audiolesi), Giancarlo Onger, vicepresidente nazionale del CNIS (Coordinamento Nazionale degli Insegnanti Specializzati e la Ricerca sulle Situazioni di Handicap) e presidente della Sezione di Brescia dello stesso CNIS, Francesca Bianchessi, coordinatrice del GLIR (Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale) dell'Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia e Donatella Morra, coordinatrice del Gruppo di Lavoro LEDHA Scuola.
Sui delicati temi attorno ai quali ruoterà l'incontro, diamo spazio qui di seguito alle considerazioni di Giovanni Merlo e di Giancarlo Onger.
«Il diritto allo studio degli alunni con disabilità è oggi in discussione. La crisi che sta affrontando il nostro Paese ha investito diversi aspetti della spesa pubblica, in particolare quella destinata agli interventi sociali. La scuola italiana ha pagato un duro tributo alle politiche di bilancio: pur se formalmente i diritti soggettivi dei bambini e dei ragazzi con disabilità non sono stati toccati, sono loro i primi a subire questa situazione di difficoltà. Problemi di reperimento degli insegnanti di sostegno, classi sovraffollate, Enti Locali che non riescono a garantire i servizi di appoggio.
Ma oltre e forse prima dei problemi legati alla mancanza di risorse, è l'insieme della scuola italiana che sembra aver dimenticato che la sua prima, e forse unica eccellenza mondiale, è proprio quella connessa al processo di integrazione e inclusione degli studenti con disabilità nella scuola di tutti. Un'eccellenza ancora capace di realizzare buone azioni di inclusione, come dimostrato dai progetti premiati nelle diverse edizioni del premio Le Chiavi di Scuola, iniziativa promossa dalla FISH proprio per valorizzare quanti - pur in questi tempi difficili - dimostrano come sia possibile e doveroso continuare a garantire, promuovere e rispettare i diritti dei bambini con disabilità, al pari di quelli di tutti i bambini. Da qui si dovrebbe ripartire per ripensare al modo di fare scuola in Italia.
Giovanni Merlo».

«In questi ultimi anni non perdo occasione per sottolineare che le battaglie per l'affermazione dei diritti delle persone con disabilità sono parte integrante delle battaglie per l'affermazione dei diritti umani in generale e non battaglie a parte riservate agli uomini di buona volontà. Sono convinto che con questa visione si possano coinvolgere tutti i Cittadini e non solo i più sensibili. Il filo rosso è la conquista da parte dell'uomo di una sempre migliore qualità della vita. Da parte di tutti gli uomini e di tutte le donne. Abolire le barriere architettoniche e i pregiudizi significa costruire una comunità tollerante che fa bene a tutti.
In questo quadro voglio sottolineare il lavoro che la scuola, tra alti e bassi, ha condotto dagli Anni Settanta ad oggi per l'integrazione delle persone con disabilità. Le ha rese visibili facendole uscire dalle case e anche da luoghi di segregazione.
Da tempo ci siamo resi conto che non basta la scuola che lavora bene. C'è bisogno che il contesto, famiglie - associazioni - sanità - istruzione - sociale ecc., lavori nell'ottica dell'inclusione, che significa dare risposte a tutte le persone in quanto tali e non perché appartengono a categorie speciali.
È con questa logica che porterò il mio contributo a Milano, partendo da alcune esperienze scolastiche raccolte dalla FISH nell'ambito del concorso Le Chiavi di Scuola, esteso a tutte gli Istituti italiani.
Giancarlo Onger».

Il diritto allo studio oltre la crisi

Dal sito: www.superando.it
 
«L'insieme della scuola italiana - scrive Giovanni Merlo, che modererà e introdurrà il convegno organizzato per il 25 maggio dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), in occasione dell'evento "ReaTech Italia", alla Fiera di Milano Rho - sembra aver dimenticato che la sua prima, e forse unica eccellenza mondiale, è proprio quella connessa al processo di integrazione e inclusione degli studenti con disabilità nella scuola di tutti». «Non basta - aggiunge Giancarlo Onger, uno dei relatori dell'incontro - la scuola che lavora bene. C'è bisogno che il contesto, famiglie - associazioni - sanità - istruzione - sociale ecc., lavori nell'ottica dell'inclusione, che significa dare risposte a tutte le persone in quanto tali e non perché appartengono a categorie speciali»
Sarà dedicato alla scuola il convegno organizzato per venerdì 25 maggio dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), nell'ambito di ReaTech Italia - Accessibilità Inclusione Autonomia, l'evento dedicato al mondo della disabilità, in programma dal 24 al 27 maggio alla Fiera di Milano-Rho.Scuola e inclusione: a che punto siamo? Il diritto allo studio di tutti i bambini e ragazzi con disabilità, oltre la crisi: questo il titolo dell'appuntamento (Sala Girasole, Padiglione 4, ore 14.30-17.30), che sarà introdotto e moderato da Giovanni Merlo, direttore della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), con gli interventi di Salvatore Nocera, vicepresidente della FISH, Antonio Cotura, presidente della FIADDA (Famiglie Italiane Associate per la Difesa dei Diritti degli Audiolesi), Giancarlo Onger, vicepresidente nazionale del CNIS (Coordinamento Nazionale degli Insegnanti Specializzati e la Ricerca sulle Situazioni di Handicap) e presidente della Sezione di Brescia dello stesso CNIS, Francesca Bianchessi, coordinatrice del GLIR (Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale) dell'Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia e Donatella Morra, coordinatrice del Gruppo di Lavoro LEDHA Scuola.
Sui delicati temi attorno ai quali ruoterà l'incontro, diamo spazio qui di seguito alle considerazioni di Giovanni Merlo e di Giancarlo Onger.
«Il diritto allo studio degli alunni con disabilità è oggi in discussione. La crisi che sta affrontando il nostro Paese ha investito diversi aspetti della spesa pubblica, in particolare quella destinata agli interventi sociali. La scuola italiana ha pagato un duro tributo alle politiche di bilancio: pur se formalmente i diritti soggettivi dei bambini e dei ragazzi con disabilità non sono stati toccati, sono loro i primi a subire questa situazione di difficoltà. Problemi di reperimento degli insegnanti di sostegno, classi sovraffollate, Enti Locali che non riescono a garantire i servizi di appoggio.
Ma oltre e forse prima dei problemi legati alla mancanza di risorse, è l'insieme della scuola italiana che sembra aver dimenticato che la sua prima, e forse unica eccellenza mondiale, è proprio quella connessa al processo di integrazione e inclusione degli studenti con disabilità nella scuola di tutti. Un'eccellenza ancora capace di realizzare buone azioni di inclusione, come dimostrato dai progetti premiati nelle diverse edizioni del premio
Le Chiavi di Scuola, iniziativa promossa dalla FISH proprio per valorizzare quanti - pur in questi tempi difficili - dimostrano come sia possibile e doveroso continuare a garantire, promuovere e rispettare i diritti dei bambini con disabilità, al pari di quelli di tutti i bambini. Da qui si dovrebbe ripartire per ripensare al modo di fare scuola in Italia.
Giovanni Merlo».
«In questi ultimi anni non perdo occasione per sottolineare che le battaglie per l'affermazione dei diritti delle persone con disabilità sono parte integrante delle battaglie per l'affermazione dei diritti umani in generale e non battaglie a parte riservate agli uomini di buona volontà. Sono convinto che con questa visione si possano coinvolgere tutti i Cittadini e non solo i più sensibili. Il filo rosso è la conquista da parte dell'uomo di una sempre migliore qualità della vita. Da parte di tutti gli uomini e di tutte le donne. Abolire le barriere architettoniche e i pregiudizi significa costruire una comunità tollerante che fa bene a tutti.
In questo quadro voglio sottolineare il lavoro che la scuola, tra alti e bassi, ha condotto dagli Anni Settanta ad oggi per l'integrazione delle persone con disabilità. Le ha rese visibili facendole uscire dalle case e anche da luoghi di segregazione.
Da tempo ci siamo resi conto che non basta la scuola che lavora bene. C'è bisogno che il contesto, famiglie - associazioni - sanità - istruzione - sociale ecc., lavori nell'ottica dell'inclusione, che significa dare risposte a tutte le persone in quanto tali e non perché appartengono a categorie speciali.
È con questa logica che porterò il mio contributo a Milano, partendo da alcune esperienze scolastiche raccolte dalla FISH nell'ambito del concorso Le Chiavi di Scuola, esteso a tutte gli Istituti italiani.
Giancarlo Onger».

La Food and Drug Administration si pronuncia su CCSVI e sclerosi multipla

Dal sito: www.superando.it
 
Un recente comunicato di sicurezza - prodotto infatti dal noto ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione in materia di salute - intende informare sullo stato delle conoscenze riguardanti i legami tra CCSVI (insufficienza venosa cerebro-spinale cronica) e sclerosi multipla, oltreché sui rischi associati ai relativi trattamenti. In particolare l'FDA evidenzia la necessità di ulteriori ricerche per una migliore comprensione del rapporto tra CCSVI e sclerosi multipla, per poter guidare con maggiore certezza le scelte dei pazienti e del personale medico. Il documento riprende sostanzialmente i contenuti espressi nel 2011 dal Consiglio Superiore di Sanità del nostro Ministero della Salute e due mesi fa in Gran Bretagna dalle Linee Guida dell'Istituto Nazionale per la Salute e l'Eccellenza Clinica
Anche il nostro sito si è a suo tempo occupato della questione riguardante il rapporto tra la CCSVI (insufficienza venosa cerebro-spinale cronica) e la sclerosi multipla, tuttora al centro di una serie di ricerche e sperimentazioni (se ne legga cliccando qui).
Un importante documento arriva ora dalla U.S. Food and Drug Administration (
FDA), il noto ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione in materia di salute, che il 10 maggio scorso ha diramato un comunicato di sicurezza (disponibile integralmente in inglese cliccando qui), relativo appunto al trattamento della CCSVI nelle persone con sclerosi multipla e indirizzato alle persone stesse, alle loro famiglie e agli assistenti di cura, ma anche ai neurologi, agli interventisti (radiologi, chirurghi vascolari e neurochirurghi), ai ricercatori clinici, ai Comitati Etici e a tutti gli operatori professionali coinvolti nella cura di questa grave malattia del sistema nervoso centrale, cronica, imprevedibile e progressivamente invalidante, che riguarda circa 63.000 persone in Italia, soprattutto i giovani tra i 20 e i 30 anni e le donne in un rapporto di 3 a 1 rispetto agli uomini.

«Scopo del comunicato dell'FDA  - come viene
spiegato dall'AISM, l'Associazione Italiana Sclerosi Multipla impegnata a propria volta con la sua Fondazione FISM e con altre associazioni internazionali, a sostenere ricerche che diano certezze sul legame tra CCSVI e sclerosi multipla (ad esempio lo studio epidemiologico e multicentrico CoSMo) - è informare le persone con sclerosi multipla sullo stato delle conoscenze in materia di CCSVI e sclerosi multipla e sui rischi associati al trattamento in oggetto. In particolare l'FDA evidenzia la necessità di ulteriori ricerche per una migliore comprensione del rapporto tra CCSVI e sclerosi multipla, che possa guidare con maggiore certezza le scelte dei pazienti e del personale medico».

I contenuti della comunicazione prodotta dall'FDA - va ricordato infine - sono in linea con quelli diffusi sulla questione dal Consiglio Superiore di Sanità del nostro Ministero della Salute, con la Circolare inviata il 4 marzo 2011 a tutti gli Assessori
Regionali alla Sanità e con quelli evidenziati il 28 marzo di quest'anno nelle Linee Guida prodotte in Gran Bretagna dal NICE, l'Istituto Nazionale per la Salute e l'Eccellenza Clinica.